Hai una gastronomia, una macelleria o una bottega. Qualcuno ti ha detto di iscriverti a Glovo o Deliveroo per ricevere più ordini. Un altro ti ha detto che le commissioni sono troppo alte e che è meglio fare da soli.

Chi ha ragione? Come spesso succede: dipende. Dipende da dove sei, da quanti clienti abituali hai, da quanto fatturi e da quanto vuoi guadagnare davvero su ogni ordine.

In questo articolo confrontiamo le due strade in modo onesto — senza promuovere nessuna piattaforma e senza semplificare troppo. L'obiettivo è aiutarti a capire cosa conviene per il tuo negozio specifico.

Come funzionano Glovo e Deliveroo (in parole semplici)

Glovo e Deliveroo sono marketplace. Significa che hanno una loro app, i loro clienti, i loro rider. Tu metti il menu sulla loro piattaforma, loro mostrano il tuo negozio agli utenti dell'app, e quando arriva un ordine lo gestiscono loro — compresi pagamento e consegna.

Dal punto di vista del cliente è tutto semplice: apre l'app, sceglie, paga, aspetta. Dal punto di vista tuo, il negoziante, le cose sono un po' più complesse.

Per iscriverti devi firmare un contratto, impostare il menu sulla loro piattaforma (che è separata da quello che usi nel negozio), rispettare i tempi di preparazione che la piattaforma si aspetta, e gestire eventuali reclami tramite il loro sistema. In cambio, il tuo negozio appare a potenziali nuovi clienti nella tua zona.

Quanto costano davvero le commissioni Glovo e Deliveroo

Questo è il punto che molti negozianti scoprono troppo tardi. Le piattaforme di delivery guadagnano trattenendo una percentuale su ogni ordine che passa attraverso di loro. Questa commissione varia, ma si aggira tra il 25% e il 35% del valore dell'ordine.

Facciamo un calcolo concreto. Un cliente ordina un vassoio misto da €40. Se sei su una piattaforma con il 30% di commissione, a te arrivano €28. Hai preparato il prodotto, confezionato tutto, e hai guadagnato €28 invece di €40. Quella differenza di €12 se l'è presa la piattaforma — ogni volta, su ogni ordine.

A questo si aggiungono altri costi che non sempre vengono comunicati in modo trasparente all'inizio: quota di attivazione, eventuale abbonamento mensile fisso, costi per materiali di packaging brandizzato, e in alcuni casi commissioni sull'IVA. I tempi di pagamento sono inoltre spesso dilazionati — settimanali o bisettimanali invece che immediati.

Per vendere senza commissioni food e mantenere i margini intatti, bisogna quindi valutare quanto vale davvero quella visibilità.

Pro e contro delle piattaforme di delivery

Non si tratta di dire che Glovo o Deliveroo siano sempre una scelta sbagliata. Hanno vantaggi reali — ma anche limiti che vale la pena conoscere prima di firmare.

✓ Pro

  • Visibilità immediata a nuovi clienti
  • Consegna gestita da loro (nessun rider da organizzare)
  • Pagamento digitale già integrato
  • Utile per farsi conoscere in una zona nuova

✗ Contro

  • Commissioni del 25–35% su ogni ordine
  • Non conosci i tuoi clienti (i dati sono loro)
  • Dipendenza dall'algoritmo della piattaforma
  • Pagamenti dilazionati, non immediati
  • Regole e prezzi possono cambiare in qualsiasi momento
  • Il cliente fidelizza la piattaforma, non te

Il punto più sottovalutato è l'ultimo: quando un cliente ordina tramite Glovo, nella sua testa sta ordinando "su Glovo". Non necessariamente da te. La prossima volta potrebbe scegliere un altro negozio sulla stessa app. Tu non hai il suo numero, non puoi mandargli un messaggio, non puoi fidelizzarlo.

L'alternativa: ricevere ordini diretti su WhatsApp

L'alternativa a Glovo e Deliveroo non è il vuoto. È un sistema semplice che sfrutta uno strumento che i tuoi clienti usano già ogni giorno: WhatsApp.

Funziona così: crei un menu digitale con i tuoi prodotti — accessibile via link o QR code. Il cliente lo apre dal telefono, sceglie quello che vuole e ti manda l'ordine direttamente su WhatsApp, già strutturato con prodotto, quantità e orario. Tu ricevi un messaggio chiaro, confermi in 10 secondi, e il cliente viene a ritirare o accordi la consegna.

Zero commissioni. Zero intermediari. Il cliente è tuo — hai il suo numero, puoi scrivergli, puoi fidelizzarlo nel tempo.

Lo stesso vassoio da €40: con ordine diretto su WhatsApp, a te arrivano €40. Non €28. Nel corso di un anno, su centinaia di ordini, quella differenza diventa migliaia di euro che restano nel tuo negozio invece di andare alla piattaforma.

Il limite degli ordini diretti è uno solo: non ti porta clienti nuovi da sola. Non hai la vetrina della app. Per questo ha senso capire quando usare una strada e quando l'altra.

Quando conviene davvero una o l'altra soluzione

Negozio nuovo o poco conosciuto

Le piattaforme possono avere senso per iniziare

Se hai aperto da poco, se sei in una zona dove nessuno ti conosce ancora, o se vuoi testare la domanda per un nuovo tipo di prodotto, le piattaforme di delivery ti danno visibilità che da soli sarebbe difficile costruire in tempi brevi. In questa fase, le commissioni sono un costo di acquisizione clienti — accettabile se usato consapevolmente e per un periodo limitato.

Negozio con clienti abituali

Gli ordini diretti sono quasi sempre più convenienti

Se hai già una base di clienti che ti conoscono e ti seguono, non hai bisogno della vetrina della piattaforma. Quei clienti ti cercano già. Il tuo obiettivo è rendere loro più facile ordinarti — e tenerti quei margini. Un menu digitale condiviso via WhatsApp o Instagram è tutto quello che ti serve. Costo fisso basso, zero commissioni per ordine, relazione diretta col cliente.

La strategia più intelligente per molti negozi è una combinazione: usare le piattaforme per acquisire nuovi clienti, poi invitarli a ordinare direttamente la volta successiva. "La prossima volta scrivimi su WhatsApp — ti mando direttamente il menu." In pochi mesi, i clienti che contano li stai gestendo in proprio.

La scelta migliore dipende da una cosa

Dipende da quanti margini vuoi tenere nel tempo.

Le piattaforme di delivery funzionano bene per la visibilità iniziale. Ma se diventano il tuo canale principale, stai costruendo il tuo business su una fondamenta che non controlli — e che ti costa una fetta importante di ogni euro guadagnato.

Gli ordini diretti costano meno, fidelizzano di più e ti danno il controllo del rapporto con i clienti. L'unico investimento è uno strumento semplice per riceverli in modo organizzato.

Molti negozi alimentari stanno trovando il loro equilibrio: piattaforme per farsi scoprire, ordini diretti su WhatsApp per i clienti abituali. Due canali, due obiettivi diversi, nessuno che esclude l'altro.

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